sabato 1 luglio 2023

Trepindanga al Castello di Andraz

Grazie al Castello di Andraz per l'invito a fare "due chiacchere" nel corso della presentazione della mostra fotografica di Marcello Cominetti.



dal sito. www.planetmountain.com. Dopo un esito oltre le aspettative presso la galleria Photofactory Art di Genova lo scorso maggio 2023, ritorna la mostra fotografica di Marcello Cominetti: TREPINDANGA questa volta allestita nella cornice molto particolare di Castello di Andraz (Livinallongo-Passo Falzarego, Dolomiti, BL).

Il connubio inscindibile immagine-didascalia porta l’osservatore dentro la fotografia stessa e l’autore non nega di essere stato ispirato in questa composizione dall’alpinista e fotografo, nonché suo mentore Alessandro Gogna e dai primi cataloghi Patagonia. Parliamo di fine anni ’70.

Le didascalie sono dei piccoli racconti in cui si va molto oltre quello che si vede nella fotografia, tanto da giustificarne il sottotitolo: Le montagne sono solo lo sfondo. Infatti nella giornata inaugurale del 1 Luglio l’autore ha parlato di viaggi, alpinismo e avventura ma soprattutto di fotografia, intesa come mezzo espressivo moderno al pari della pittura o della musica.

Ogni esperienza proposta nelle immagini e nelle parole non si ferma alla sola eventuale spettacolarità ma vuole andare a fondo in quella che è stata la situazione di ripresa, la tecnica usata, il tipo di pellicola, di macchina fotografica (dalla diapositiva, al negativo e al digitale) e obiettivo, per fare capire all’osservatore che fotografare è una moltitudine di situazioni che possibilmente devono coincidere secondo il volere del fotografo e non il possedere un’attrezzatura ultimo modello, come erroneamente in molti oggi credono. A tale proposito verranno esposte alcune macchine fotografiche tra quelle usate per riprendere le immagini della mostra.

L’autore definisce il suo fotografare come un "frettoloso reportage” perché sempre impegnato a proseguire oltre, in un trekking, una scalata, un viaggio in bici o in canoa, dalle Dolomiti alla Patagonia e dall’Himalaya alla Provenza.




domenica 25 giugno 2023

Cima Nord di San Sebastiano (m 2488)

Giro ad anello con partenza e arrivo al Passo Duran. Consigliatissima la salita per il viaz dei cengioni prima di arrivare alla Cima di San Sebastiano

panoramica sul Gruppo San Sebastiano - Tamer. 
A sinistra la Cima Nord

Cima Nord di San Sebastiano. A destra la forcella omonima

ometti sulla cima a 2488 m

sguardo verso i Tamer

domenica 18 giugno 2023

Piz Pares - Sas de Crosta (m 2396)

 Comoda e facile ascesa ad una vetta poco conosciuta ma davvero panoramica


i dodici apostoli

croce di vetta. Sullo sfondo il Sass delle Nove (a sx) e il Sasso delle Dieci (a dx)

domenica 7 maggio 2023

Monte Piz - Alleghe (m 1262)

Dal sito: www.radiopiu.it

  ALLEGHE  Un’enorme frana si stacca dal monte Piz e travolge tre villaggi, altri cinque vengono spazzati via dall’acqua. Quasi 30 milioni di metri cubi di materiale, che creano una diga naturale nel corso del torrente Cordevole. È l’11 gennaio 1771 e quel dissesto crea il lago di Alleghe. Oggi, 250 anni dopo, il lago è ancora lì, attorno è sorto uno dei paesi alpini più belli del Bellunese, con attività turistiche e ricettive. E Comune e Provincia pensano a come valorizzare uno dei gioielli delle Dolomiti bellunesi. «Un gioiello nato da una disgrazia, che dimostra come la montagna abbia sempre sofferto i dissesti idrogeologici – afferma il sindaco e consigliere provinciale Danilo De Toni (con delega al turismo) -. Nel 1748, 22 anni e mezzo prima della frana, c’era stata un’alluvione violenta, che aveva portato via i forni fusori di Caprile, attivi per le lavorazione del ferro. Significa che le zone montane soffrono da secoli gli eventi meteo e necessitano di una cura particolare. A noi il compito di preservare la bellezza dell’ambiente naturale e di renderla fruibile anche ad altri, facendola diventare motivo di uno sviluppo economico sostenibile per il territorio».

CENNI STORICI

La frana dell’11 gennaio 1771 si staccò dal monte Piz per precipitare a valle in corrispondenza dell’attuale abitato di Masarè. Il fatto avvenne di notte, attorno alle 23 e la massa di detriti seppellì i villaggi del fondovalle, provocando 49 vittime e decine di sfollati. La causa del collasso è difficile da stabilire, ma le fonti parlano di fessurazioni profonde manifestatesi nell’arco di anni. Certamente le piogge intense dell’autunno 1770 e il gelo invernale (fenomeni documentati dagli annali dell’epoca) devono essere stati tra i fenomeni scatenanti. I detriti occuparono il greto del Cordevole per una lunghezza di 1.200 metri e un’altezza di oltre 150 metri. La violenza dell’impatto compattò il materiale a tal punto da realizzare uno sbarramento naturale impermeabile, formando così il lago di Alleghe.Una seconda frana si verificò il mattino del 1° maggio 1771, provocando la deviazione del corso del torrente Zunaia e altre tre vittime.



 

lunedì 1 maggio 2023

Sas de Sopèosa (Cencenighe Agordino)



 

(da: Corriere delle alpi 09.08.2005) L.M. "Una località, quella di Sass de Sopeosa, davvero insolita che prende il nome dalla presenza di un masso calcareo di una certa dimensione che presenta alla base quattro scalini e in alto una cavità circolare di una ventina di centimetri di diametro con una profondità di quaranta. La tradizione vuole che la cavità servisse per pestare l'orzo raccolto nei campi vicini all'abitazione di Sopeosa, edificio di cui ora non rimane traccia ma che fino a due secoli fa compariva nel catasto austriaco"

domenica 9 aprile 2023

Pasqua sul Col di Lana

Toccata in cima e discesa veloce a causa della basse temperature dovute ad un vento gelido. Il Col di Lana, come l'uovo di Pasqua, riserva sempre belle sorprese.